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Il tuo CV non deve far indovinare al recruiter chi sei.
Glielo devi dire tu, guidandolo.
È l'errore che torna più spesso nel video di CV review che ho fatto con Valerio Villani
Due background diversi, due obiettivi diversi.
Ma lo stesso identico problema:
il CV parte subito con la sezione education o esperienza lavorativa, e lascia al recruiter il compito di capire cosa vuoi fare e se sei coerente con quel ruolo.
Il problema è che il recruiter quel tempo per interpretare spesso non lo ha.
E se non comprende subito il tuo posizionamento, il rischio è che scarti il CV prima ancora di leggerlo a fondo.
La soluzione di cui parliamo nel video è semplice da applicare:
una breve frase o piccola sezione "professional profile" in cima al CV, prima della education, dove con poche parole rispondi a tre domande:
- Cosa sai già fare / Cosa stai facendo
- Che ruolo stai cercando
- Perché il tuo percorso è coerente con il ruolo per cui applichi
Il CV non è una cronologia della tua carriera.
È il tuo strumento di marketing, e come ogni strumento di marketing deve guidare chi legge, non lasciarlo troppo libero di interpretare.
🎥 Il video completo, con analisi di entrambi i CV riga per riga, lo trovate nei commenti, è il primo di 4 episodi che usciranno nelle prossime settimane.
Tu hai già una sezione di “guida” sul tuo CV, o pensi che sia inutile?
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1 offerta accettata. 100 candidature inviate. ✅
Da settembre a dicembre 2025:
→ +100 candidature per internship e posizioni entry level
→ +25 colloqui fatti
→ +3 offerte
→ 1 scelta finale (Amazon)
Quel che ho notato è che su LinkedIn vediamo solo l'ultima riga: "Ho accettato l’offerta X”
Mai le 99 candidature prima.
Mai gli iter finiti a metà, i colloqui andati male, i mesi di ghosting da parte delle aziende.
Così si finisce a pensare che il proprio processo non sia funzionante
A volte potremmo sbagliare qualcosa ma in altri casi è semplicemente quello reale, e che succede alla maggior parte degli studenti.
Gli elementi che ho cambiato a metà del mio processo di ricerca son stati:
candidature mirate a posizioni a cui ero realmente interessato,
e un CV ottimizzato/verticale per cluster di posizioni simili.
Sicuramente cercando in ambito sales, business development e ruoli client facing è stato più semplice indicizzare il CV.
Il resto è stato tempo, perseveranza e fortuna.
Fammi sapere nei commenti la tua esperienza con gli iter di selezione e che difficoltà hai riscontrato ⤵️
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Ogni tanto qualcuno mi chiede su quale social conviene puntare per farsi conoscere e creare un personal brand.
La risposta credo dipenda da svariati fattori e ogni piattaforma ha i suoi pro e target più specifici di altri a seconda di temi e contenuti
Fatemi sapere la vostra rispondendo al sondaggio o commentanto ⤵️
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I graduated from Nova School of Business and Economics last week! 🎓
Studying abroad and living this experience taught me more than I could have ever imagined.
If I had to choose again, I'd do it the exact same way.
I’m deeply grateful to everyone who supported me and shared this path with me.
To celebrate and reflect on these years
I put together a video talking about my full experience
the pros and cons of this path
and whether a degree is actually "worth it" today. (Plus, you'll see some clips of me on stage at the ceremony!). Link in the first comment 👇
PS: In this photo, you can spot the beginning of a sunburn that was fully finished off during the outdoor ceremony.
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Scrivere/creare contenuti in italiano o in inglese?
È sempre stato un dilemma e quasi un blocker nella creazione di contenuti dover scegliere se scrivere in italiano o in inglese
Se per creare video ho applicato un principio semplice ovvero quello del dovermi sentire più a mio agio possibile
Per scrivere post qui su LinkedIn il discorso è un po’ diverso
Scrivere non è come registrare un video e quindi ho sempre avuto questo dubbio: inglese o italiano?
Italiano = più diretto e immediato da buttare giu
Inglese = più pubblico e parole/frasi più naturali in alcuni contesti
Ciò che è certo è che italiano o inglese che sia, ciò che conta è iniziare
Meglio che rimanere fermo a pensare cosa sia meglio e più strategico